Quella lieta belleza e dolce guardo,
Che la mia vita tienne in guera e affanno,
Congiunti con amor, al cor mi danno
Tanta possanza che contento io ardo.
El voler prompto e il mio sperar più tardo,
Da lor creato, spesso a l'alma fanno
Dolce el languire e spesso dolce il danno,
Sì che morir contento altro non guardo,
Per cui ridendo piango e in vita moro
E dove l'alma insieme e il cor se annida,
Sperando al dolce ben per lor sì amaro;
Né trovo al viver mio altro ristoro
Se non costei sequir, poi che me affida
Sotto sua forza, ove è il mio sol riparo.