Vidi quel sole che l'altro sole amorza,
Con tal splendor che al mondo ogni altro ha spento,
Dolce porgendo a l'alma mia tormento
Sofferto al troppo lume e tanta forza;
E l'angelica forma, che mi sforza
Al dolce mio martir e dolce stento,
Io vidi e scorsi l'alto portamento
Celeste e divo e immortal sua scorza.
Unde un pensier d'amor e un tal disio
Al cor se accese e de sì ardente voglia
Che, bramando mercé, chiamava morte.
Ma ben se accorse del mio stato rio
La donna che, per fren d'ogni mia doglia,
Volse ver' me le luce a pietà accorte.