Skip to content
1409–1473

67

Alessandro Sforza

Vidi quel sole che l'altro sole amorza, Con tal splendor che al mondo ogni altro ha spento, Dolce porgendo a l'alma mia tormento Sofferto al troppo lume e tanta forza;

E l'angelica forma, che mi sforza Al dolce mio martir e dolce stento, Io vidi e scorsi l'alto portamento Celeste e divo e immortal sua scorza.

Unde un pensier d'amor e un tal disio Al cor se accese e de sì ardente voglia Che, bramando mercé, chiamava morte. Ma ben se accorse del mio stato rio

La donna che, per fren d'ogni mia doglia, Volse ver' me le luce a pietà accorte.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
67 · Alessandro Sforza · Poetry Cove