Piangete meco, o voi fideli amanti,
Piangete il mio distino e tristo fato,
Che a mille strali Amor m'ha el cor piagato
Pungenti e duri assai più che diamanti,
Mille suspiri e mille amari pianti
Seco portando e mille morte allato
Tal che a pietà del mio infelice stato
Movriensi gli animal ne i boschi erranti.
Piangete il mio, anzi il comune errore,
Che a speranza dubiosa certa fede
Troppo prestai, sperando al creder vano;
E quel che ognhor più cresce il mio dolore
Solo è che al mio martir costei non crede,
Tenendo del mio cor le chiave in mano.