L'infinito disio facto più ardente
Quanto più da lontan cresce il dolore
Cum tanta forza oymè! mi preme il core
Ch'io son singular mostro a l'altra gente.
Né, per poco sperar, già mai si pente;
Così dal terzo ciel l'infuse Amore
In l'alma mia, che brama a tute l'hore
Quel che speranza sol non gli consente.
Per lacrime piangendo, non si sfoca
Né per chiamar mercede il mio disio,
Né per lamento pien d'amar suspiri,
Anzi stanco e men satio il cor infocha,
Offrendo tal madona al pensier mio
Che scolpita la vegio ovunque io miri.