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1409–1473

298

Alessandro Sforza

Io vegio ben che a un tempo, a un'hora, a un punto Diede Amor l'arme a questa mia nimica, Facendola a ciascun benigna e amica. Col bel parlar che da natura è agiunto

Mi disarmò, da ogni sperar disgiunto, Gravando l'alma di mortal fatica, Tal che mia vita, nel dolor antica Invidia porta spesso a uno huom defunto;

E degli il freno e gli pungenti sproni Al suo volere, per cangiar mio stato, A mi speranza e del morir disio; E gli angelichi canti tempre e suoni

Diegli il celeste e suo felice stato A mi ad un punto, eterno pianto el mio.

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298 · Alessandro Sforza · Poetry Cove