Quel dolce e caro nome che al ciel sale
E nel mio cor che sona con tal forza
Che ogn'altra cura da me scazza e amorza,
Spesso facendo vita e morte equale,
Mio ingegno e stil, mie' versi e rime frale
A quel che non si può cotanto sforza,
Come cosa celeste e io vil scorza,
Che la mia lingua di parlar non vale.
In van consumo, in van cotanto affanno
La debil man, la penna, inchiostro e carte
Che altro non fan che crescere il disio,
Però che nulla forza o virtude hanno
Mostrar sol una ben di mille parte,
Che exaltano il bel nome che mai me oblio.