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1409–1473

278

Alessandro Sforza

Il mio già dolce e sì suave canto Da struger di dolcezza i duri marmi, Da far cader di mano a Marte l'arme Quando più irato mostra il viso sancto.

Hora è converso in doloroso pianto, Sì dispiatatamente da disfarmi Ch'io sento già come al sol neve farmi, Tal che 'l mio cor da le radice spianto.

Né altro so che lagrimabil versi Scriver hormai, né di parlar mi lice Altro che del mio stratio e di mia morte. Mie rime, stile vegio in van dispersi,

Sento un pensier che sol mi parla e dice Ch'io suspir sempre e pianga la mia sorte.

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278 · Alessandro Sforza · Poetry Cove