Il mio già dolce e sì suave canto
Da struger di dolcezza i duri marmi,
Da far cader di mano a Marte l'arme
Quando più irato mostra il viso sancto.
Hora è converso in doloroso pianto,
Sì dispiatatamente da disfarmi
Ch'io sento già come al sol neve farmi,
Tal che 'l mio cor da le radice spianto.
Né altro so che lagrimabil versi
Scriver hormai, né di parlar mi lice
Altro che del mio stratio e di mia morte.
Mie rime, stile vegio in van dispersi,
Sento un pensier che sol mi parla e dice
Ch'io suspir sempre e pianga la mia sorte.