Amor, che spesso imbiancha e fammi smorto
E col pensier mi fa talhor gir basso,
Con pianti e con sospiri ad ogni passo
Più dispietati quanto son più a torto,
Solo è cason che tanta invidia porto
A ciascun, ne' martir più stancho e lasso.
Né ben si accorge Amor che un cor di sasso
In angelica vista al fin me ha scorto,
Ond'io chiamo mercede e le parole
Portane il vento e il cor languendo tace,
Crescendo il suo dolor più ch'el non sòle.
E quando advien ch'io spero de haver pace
Da chi il mio cor sol vede, altro non vole,
Allhor sento mortal quel che più piace.