Skip to content
1409–1473

26

Alessandro Sforza

Amor, che spesso imbiancha e fammi smorto E col pensier mi fa talhor gir basso, Con pianti e con sospiri ad ogni passo Più dispietati quanto son più a torto,

Solo è cason che tanta invidia porto A ciascun, ne' martir più stancho e lasso. Né ben si accorge Amor che un cor di sasso In angelica vista al fin me ha scorto,

Ond'io chiamo mercede e le parole Portane il vento e il cor languendo tace, Crescendo il suo dolor più ch'el non sòle. E quando advien ch'io spero de haver pace

Da chi il mio cor sol vede, altro non vole, Allhor sento mortal quel che più piace.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
26 · Alessandro Sforza · Poetry Cove