Con Amor sempre penso, piango e parlo
Del mio infelice e miserabel stato,
– Amor–, dicendo,–ben se' dispiatato
Rodendome entro come crudel tarlo,
Né pensi del mio cor ch'or mai a disfarlo
Poco n'avanza, come da ti alzato
Fu a quel disio che a morte l'ha piagato
Con forza tal, che altro non so inviarlo.
A ti piangendo sempre mercé chiamo,
Hor con mortal silentio, hor con parole
Da farme dea pietosa al mio dolore.
Ma io vegio ben che in secca harena e ramo
Il dolce fructo e le fresche viole
Cerco al mio pianto–. Così è sordo Amore.