O triumphante croce, o sacro legno, Che sostenesti il glorioso pondo Che al cielo e al ciecho mondo Diè gloria e lume, a noi salute eterna
Dove se vide humano e divo segno, Aqua con sangue pretioso e mondo Far l'homo a Dio iocondo Tal che 'l fe' degno di gratia superna,
E l'anima, creata prima externa Dal creator, tu festi a lei congionta Che mai fu poi disgionta, Tanto l'accese la tua dolce stampa:
L'humana plebe eterna morte scampa Per la pietà di chi in te morte volse Qual poi per gratia tolse L'antiquo error e dié nova doctrina.
O triumphante croce e legno, in cui Intrinsica virtù speranza e gratia S'include, tal che satia Chi, orando, a te ricorre humile e prono,
Le mani, i piedi e i lato di colui Apristi che l'unita essentia stratia Per noi, che poi disgratia Sentì e l'abisso de l'eterno dono;
Vexillo di iustitia e di perdono Di cui più spera e teme l'human pecto, Che Yhesu benedetto Castiga cum pietade il nostro errore.
O dolce forma, dove il Redentore Pietà mostrò, mercede e sua clementia Per la nova sententia Che eterna vita diè de eterna morte,
Guida a divina la mia humana sorte. O triumphante croce, o legno sacro, Dove è speranza, fede e caritade, Dove è quella bontade
Che fece l'homo e poi salvare el volse, O degno e vero e sancto simulacro, Dove l'antica, roza e prisca etade Sì furon illuminate
Che a l'una e l'altra el vel de gli occhi sciolse O viva pianta, dove el fior si colse Che fructo germinò qual sol gustando Preserva l'alma quando
La vipera mortal la cinge e involge, Per fugir morte, pena, o crudel vita Che senza te è smarrita La via del cielo, el viver con virtute,
Guida mia stella a mia eterna salute. O triumphante croce, o legno divo, Che 'l pretioso corpo in ciel creato Mostrasti in terra al lato,
Per più sua humanitade, ai duo latroni, Dove per poca se l'uno fu privo Di gratia qual poi fe' l'altro beato E in te fu renovato
A la natura humana el freno e sproni, O colonna del cor di tuti i troni Dove 'l ciel ferma e move ogni suo spera, Che 'l sol che lucente era
Oscur se vide, a nostra vita luce, Ah! glorioso specchio in cui traluce Divina norma al nostro human volere, Dove è bontà e piacere
Che morte ne fa dolce a gran speranza, L'alma mia illustra come in te ha fidanza. O triumphante croce e legno verde, Sempre in natura humana al suo ben fare,
Che insieme ne fa amare Con quella carità che al ciel ne stringe, Ah! che ogni prego senza te si perde Che l'alma a sua salute contemplare
Non può dal proprio errare, Che sol nel ciel la tua virtù la spinge, O croce, dove il nostro cor se accinge Di gratia lacrimando e ben confesso
E dove ogni suo excesso Purga nel puro sangue pien di gloria, O sempre degna di eterna memoria Che 'l ciel ne apristi con le cinque piage
Qualhor convien che appaghe L'acerba voglia e la mondan follia, Infondi gratia al cor, che eterno io sia. O triumphante croce, o dolce Amore
Che in te se vidde a la salute humana, Quando con voce piana Manifestò la sete dio e homo, Principio di salute, fin d'errore
Che da noi spinge ogni voglia mondana, E dove ciascun sana La mente inferma al gusto del tuo pomo, Del ciel, del mondo o triumphante dono,
Che a consacrarte fu Ihesu benegno Bagnando il tuo bel legno Col proprio sangue e pianto di Maria, Dove divina, angelica harmonia
E il cor celeste fa al tuo sancto offitio, Donde norma e initio Al viver sancto desti e vera fede, Alluma l'alma mia che in sé non vede.
O croce, o legno sacro, o secur porto, D'ogni fidel nochiero in gran tempesta, Che quanto più el molesta Mondan periglio, in te più gratia trova,
A te ricorro per pietà e conforto Per la virtù che 'l divin cor ti presta, Che 'l cor e l'alma desta E prompta sia a far l'ultima prova.
Ah! vera croce, fa' da te si mova El sancto razzo e il cor e l'alma scaldi, Che accesi poi sian saldi A sofferir la luce eternalmente.
Tu vedi quanto affanno el mio cor sente Del gran disio che la speranza passa; Ahyme! dolente e lassa Fia la mia vita se il succorso manca!
Soccorri, croce, hormai che l'alma è stancha! Canzon, come divota in ginochione Ti rapresenta a la verace croce E di', con humil voce,
– Pietà, pietà, pietà, non morte ria–, E fa' tuo prego, orando, a compassione Vinca l'ardor ch'ognhor più m'arde e coce, Ch'el lungo tempo noce
Al lasso e miser core e a l'alma mia Sperando homai mercé che el ciel la invia.
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