Plena di vanità, senza speranza
Solea già l'alma mia gir sola errando,
Pocho di sé, viemen d'altrui pensando,
In van spendendo il tempo che gli avanza.
Hor facta è albergo sol pien di lianza
D'amorosi pensieri, sempre parlando
Di questa donna sol, di cui cantando,
Cangiar sento mia vita e ogni mia usanza.
E di cui pensa, canta parla e scrive
Il cor, la lingua, la mia voce e mano
Sì che d'ogni altra e di me stesso oblio.
Unde le voglie mie sento sì prive
D'altro disio e d'altro sperar vano
Che di lei sola io sono e non più mio.