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1409–1473

17

Alessandro Sforza

Quanta dolceza sente il cor, che spera Tornare al dolce albergo e al dolce loco, Ove più leto vive in magior foco, Sallo costei che 'l tien, rege e impera.

Quel viso che ogni tempo in primavera Lusinga l'alma mia sì, a poco a poco, Che a lui lieta invola e il corpo fioco Di suoi più tardi passi si dispera.

Al mio tanto disio ale non trovo Che mi conducan, con veloce curso, Sì fammi tropa voglia lento e tardo. Di passo in passo, tal dolcezza provo,

Nel dolce mio pensier d'amor transcurso, Che questa donna sempre io vegio e guardo.

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