Dal ciel discese e fu cum gloria oferto
Al mondo e pien di dolce fantasia
El sacro nome di costei che invia
Al bel piacer ciascun che seco è inserto;
Premio, né gratia, né condegno merto
Di tanto dono alcuna lingua sia
Che tender possa al ciel che in cortesia
Facto ha del ben superno ognun più certo;
Né di tanta beltà vera e pudica
Cantando fian già mai sì degni versi,
Che basso stil non sia quanto più sale.
E la mia penna indegnia a tal fatica
Cason sarebbe farli più perversi,
Sol sé stimando al divin nome equale.