S'io penso, parlo e tante carte scrivo
Sol di costei, il cui bel nome io adoro,
E s'io m'arrendo ognhor più al mio lavoro,
Che d'ogni altro pensero el cor m'à privo,
Solo è che del suo bel viso in terra vivo,
Creato e sceso dal celeste choro,
E perché il nero mondo e il suo thesoro
Par che non curi ch'el fa degnio e divo;
Ond'io, pensoso del mondano errore,
Spesso ne piango e di me stesso godo
Che di tanto veder l'alma sia degnia;
Però convien che, ardendo in tanto amore,
Del suo bel nome io canti e dal suo nodo
Già mai mi sciolga e segua la sua insegna.