Prole eletta dal ciel, Saffo novella,
che la prisca sorella
di tanto avanzi in bei versi celesti,
e in tanti modi onesti
canti della infelice tua rivale,
del Siculo sleale,
dello scoglio fatal, m'attristi: ed io
ai numeri dolenti
t'offro il plauso migliore, il pianto mio.
Ma tu credilo intanto ad alma schietta,
che d'insigne vendetta
l'ombra illustre per te placata fora,
se il villano amator vivesse ancora.