Sì, Tu scendi ancor dal cielo;
sì, Tu vivi ancor tra noi;
solo appar, non è, quel velo:
Tu l'hai detto; il credo, il so;
come so che tutto puoi,
che ami ognora i tuoi redenti,
che s'addicono i portenti
a un amor che tutto può.
Ostia umìl, Sangue innocente;
Dio presente, – Dio nascoso;
Figlio d'Eva, eterno Re!
china il guardo, Iddio pietoso,
a una polve che Ti sente,
che si perde innanzi a Te.
Questo terror divino,
questo segreto ardor,
è che mi sei vicino,
è l'aura tua, Signor!
Sospir dell'alma mia,
Sposo, Signor, che fia
nel tuo superno amplesso!
quando di Te Tu stesso
mi parlerai nel cor!
Con che fidente affetto
vengo al tuo santo trono,
m'atterro al tuo cospetto,
mio Giudice, mio Re!
con che ineffabil gaudio
tremo dinanzi a Te!
Cenere e colpa io sono:
ma vedi Chi T'implora,
Chi vuole il tuo perdono,
Chi merita, Chi adora,
Chi rende grazie in me.
Sei mio; con Te respiro:
vivo di Te, gran Dio!
Confuso a Te col mio
offro il tuo stesso amor.
Empi ogni mio desiro;
parla, ché tutto intende;
dona, ché tutto attende,
quando T'alberga, un cor.