Nove fanciulle d'immortal bellezza
vergini tutte, e d'un sol padre nate
di diversa vaghezza
m'han preso il cor, che fra lor dubbi stassi,
né sa qual segua o lassi,
che varia è in lor, non disegual beltate:
io chiamato le seguo, e con lor vivo,
di lor sol penso, ed ho tutt'altro a schivo.
Una sorge fra lor quasi primiera,
signoreggiando con la regia chioma,
e su la fronte altera
si legge ben che suo valor l'è conto;
e dal passo, e dal pronto
sguardo, e da gli occhi belli onde si noma,
manda virtù, che doppio effetto figlia,
e amore insieme e reverir consiglia.
Ma il crin disciolto, e più negletto il manto
un'altra porta, e un duolo in fronte ha scolto,
ed ha su gli occhi un pianto
tal che letizia fa parer men bella.
ma ben di Lei sorella
l'accusan gli atti e il portamento e il volto,
che par che dica: io de' miei tristi e negri
pensier mi godo: alcun non mi rallegri.
Ecco saltante per la sacra riva,
con piè sicuro e con allegra faccia
venir la terza Diva,
bruna la chioma e bruna la pupilla,
dal cui mover scintilla
l'ira faceta e il riso e la minaccia,
che del vile nel cor mette paura,
ed il miglior conforta e rassecura.