Magnifico signore, in cui appare
ne' teneri anni virtù già matura,
se di cosa, per indole, futura
si può iuditio o vaticinio fare,
saran l'opere tue tucte preclare,
che tua fama faranno duratura
secoli molti: ond'io con mente pura
tal presagio di te oso mostrare.
Immenso studio quale ho di fruire
tuo nobile amicitia, benché indegno
di tal dono mi stimi, illustre Sire,
mosso mi ha darti del mio rozo ingegno
qualche primitia, sol per inservire
al desiderio mio con questo pegno.
Priegoti, adunque, degno
mi facci di acceptare e' versi nostri
con quella humanità che a ciascun mostri.