Assai mi dolgo, amico mio dilecto,
della querela che fa 'l signor mio,
la qual mai non potrò porre in oblio,
ma sempre verde fia nel caldo pecto.
Amor, che me li ha facto sì subgietto,
sa ben che 'n terra lei, in celo Dio
adoro sol perfectamente: ond'io
scusa non prendo ove non è difecto.
Se l'alma, il cor, la vita gli ho donato,
come esser può che sol d'un vil cratere
cortese e liberal non fussi stato,
qual di puro auro e gemme fa mestiere
donarli, non di vil terra formato?
Ma chi ha 'l tucto, ha la taza e 'l bichiere.