Venendo ad caso in un prato fiorito,
d'erbette e frondi pien, dolze e soave,
fermai la vista mia, attento a grave,
mirando intorno i loco almo e gradito.
Era il prato ch'io scrivo presso a lito
del fiume di Fetonte, ove la clave
del tirintio baron la gente pave,
qual l'idra e la nemea fiera han sentito.
Vidi nel mezo uno sterile bronco
co' rami del vigor suo privi e scarsi,
fra'quai, quel che parea più seco e tronco,
in un momento si vide rifarsi,
e fiori e frondi e pomi a piè del ronco
produr sì dolci che non può narrarsi.