Miser! Chi m'ha di tanto ben privato
che, lieto, sol mi manteneva in vita,
ond'or sento nel cor doglia infinita,
né trovo alcun riposo in alcun lato?
Miser, condotto sono ad tale stato
che giorno e notte a Morte chieggio aita
pel superchio dolor ch'ad ciò ne 'nvita.
O crudel sorte, o troppo iniquo fato!
Miser, che a me già più non si convene
se non sospir, horror, singulti amari
che pascon sempre l'alma afflitta invano.
Miser, s'io non credessi tante pene
finisson presto gli ultimi ripari,
crudel farie ver me la dextra mano.