Orsù, vien, Morte, hormai, tra'mi d'inpaccio.
Perché tanto ritardi il tuo soccorso?
Tu sola puoi delle mie pene il corso
finire, e sciormi da sì duro laccio.
Da poi ch'Amor crudel facto ha di ghiaccio
il cor alla mia donna, e posto il morso
al pensier suo amoroso, ond'io son corso
ad tal martyr ch'ognor per doglia aghiaccio,
sento vivendo mille morti ognora,
che mi recon la vita in tanto tedio,
che morte mi saria felice sorte.
Vien, Morte, adunque, presto, e tra'mi fora
di tante crudei morti: altro rimedio
non ho che 'l tuo: vien presto, adunque, Morte.