Che vuoi tu fare, Amor? Non se' ancor satio?
Debb'io sempre esser di tuo scola il gioco?
Vuoi tu pur consumarmi in questo foco,
senza dare al mio duol punto di spatio?
Che ti giova di me far tanto stratio
e meco starti senza mutar loco?
Miser, piangendo son già facto roco,
e 'l mio sommo dolor punto non satio.
Non preme il tanto rivoltato saxo
Sisipho, né sopporta maggior pena
Tantalo o Titio nello oscuro regno,
quant'io son sempre tormentato e lasso
da te, Cupido, senza aver mai lena,
onde a pena più vivo mi sostegno.