Come esser può che la mie vita spenta
non sia dal gran martyre,
ben lo sa il cor, ma la lingua ridire
non può quant'ei m'afflige e mi tormenta.
S'io veggio lei come l'alma disia,
crescer per li occhi al cor sento la fiamma,
come quando si aggiugne al foco pruna,
onde la voglia più s'accende e 'nfiamma.
S'io non la veggio, simile alla mia
non credo che si trovi doglia alcuna,
onde 'l cel ne bestemmio e la fortuna.
Che debb'io fare, adunque, in tale stato
misero infortunato,
poi che 'l mio mal l'uno e l'altro aümenta?