Skip to content
1493–1543

XXXVII

Agnolo Firenzuola

Donna gentile, al cui valor l'impero Poco saria dello emisperio nostro, Dunque verrete pure all'orto vostro, Come accennaste, e com'io fermo spero?

Vedran questi occhi miei l'òr saldo e 'ntero, Gli smeraldi, i rubin, le perle, e l'ostro, Le margherite, e tutto il ben che ha mostro Il ciel tra noi mortai santo e sincero?

Non già ch'io creda, anzi ancor temo, ahi lasso, Che Fortuna la ruota in giù non volga, De l'invidia mercé, che vuol ch'io caggia. Deh chiudi, Amore, a quella iniqua il passo,

Tienla, santa pietà, che la non tolga Da così pio pensier la mia Selvaggia.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXXVII · Agnolo Firenzuola · Poetry Cove