Quando tu me ed io te riscontrai
Colà dove tu sai,
S'a te strinse la lingua un forte nodo,
Che scioglierla giamai
Non potesti, per dir di quei rosai
Che nel punger fur mèl, nel fiorir guai;
A me la punse un chiodo
Acuto sì, che modo
Per scoprirti il mio ardore,
Né via non ritrovai,
Avenga che pur molte ne tentai:
Ché tal sa fare Amore,
Per impedire i contenti del core
Di chi per lui servir vivendo more.
Ma 'l subito pallore,
Che le guance ti tinse, e quel sospetto,
A sua onta e dispetto
Mi scoperse il pensier ch'avevi in petto:
Ed io tal ti mostrai
Nel fronte quel ch'ancor celato avea,
Ch'io fui per cader morto; anzi cadea,
Se il cor de la pietà non si avedea
De' tuoi benigni rai,
Quand'io ti salutai;
E l'anima dal corpo già fuggita
Con quello inchin non ritornava in vita.