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1493–1543

XXXV

Agnolo Firenzuola

Quando tu me ed io te riscontrai Colà dove tu sai, S'a te strinse la lingua un forte nodo, Che scioglierla giamai

Non potesti, per dir di quei rosai Che nel punger fur mèl, nel fiorir guai; A me la punse un chiodo Acuto sì, che modo

Per scoprirti il mio ardore, Né via non ritrovai, Avenga che pur molte ne tentai: Ché tal sa fare Amore,

Per impedire i contenti del core Di chi per lui servir vivendo more. Ma 'l subito pallore, Che le guance ti tinse, e quel sospetto,

A sua onta e dispetto Mi scoperse il pensier ch'avevi in petto: Ed io tal ti mostrai Nel fronte quel ch'ancor celato avea,

Ch'io fui per cader morto; anzi cadea, Se il cor de la pietà non si avedea De' tuoi benigni rai, Quand'io ti salutai;

E l'anima dal corpo già fuggita Con quello inchin non ritornava in vita.

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XXXV · Agnolo Firenzuola · Poetry Cove