Senti, fedel, la turba universale
In suo aiuto chiamar tutti i più belli
Spirti, i quai fur coeredi e fratelli
Di chi pagò 'l gran fio del primo male;
Rivolgi al ciel le sbattute tue ale,
E quei folli desiri ormai divelli
Dal miser cor, ond'ei non pèra, quelli
Che ne fanno il ver ben porre in non cale.
E tutto umil dinanzi al santo altare
Prostrato, prega Iddio, che ti perdoni,
La lor mercé, quant'hai d'error commesso.
Ch'oramai non dovrà poter tardare
L'ultimo dì del tuo fatale agone,
Ché nove lustri hai pur serrati adesso.