Kandidi ingegni, a cui dato è di sopra
L'A, B, C della bella lingua etrusca
Crescere in quella parte ove l'è lusca,
E tòr via quel che v'è che non s'adopra;
Se dia favor Carmenta alla vostr'opra,
Abbiate cura al K, che ben che crusca
Appaia spesso a chi il ver ben non busca,
È uom da farne conto sottosopra.
Costui fu posto all'altre lettre in mezzo,
Che le guardasse, come fa il pastore
Le pecorelle, sedendosi al rezzo.
Però dell'altre fate dentro o fuore,
Come vi tocca capriccio o ribrezzo,
Riservando al gran K 'l dovuto onore.
Ogni lodato ingegno, a cui di sopra
Il lume è dato della lingua etrusca,
Dice che l'A, B, C fòra ben lusca
Dentrovi il K, che a nulla non s'adopra.
E però posta aviamo ogni nostr'opra
In trarlo fuor, qual vagliatura o crusca;
Ma rade volte il ver cercando busca
Uno a cui vada il cervel sotto sopra.
Il K per borra e per ripien nel mezzo
Delle lettere sta, non per pastore
Che menandosi il K .... si stia al rezzo.
E però tratto noi l'aviamo fuore,
Come da poco, e so che tal ribrezzo
Ci recherà per fama eterno onore.