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1493–1543

XXVII

Agnolo Firenzuola

Kandidi ingegni, a cui dato è di sopra L'A, B, C della bella lingua etrusca Crescere in quella parte ove l'è lusca, E tòr via quel che v'è che non s'adopra;

Se dia favor Carmenta alla vostr'opra, Abbiate cura al K, che ben che crusca Appaia spesso a chi il ver ben non busca, È uom da farne conto sottosopra.

Costui fu posto all'altre lettre in mezzo, Che le guardasse, come fa il pastore Le pecorelle, sedendosi al rezzo. Però dell'altre fate dentro o fuore,

Come vi tocca capriccio o ribrezzo, Riservando al gran K 'l dovuto onore. Ogni lodato ingegno, a cui di sopra Il lume è dato della lingua etrusca,

Dice che l'A, B, C fòra ben lusca Dentrovi il K, che a nulla non s'adopra. E però posta aviamo ogni nostr'opra In trarlo fuor, qual vagliatura o crusca;

Ma rade volte il ver cercando busca Uno a cui vada il cervel sotto sopra. Il K per borra e per ripien nel mezzo Delle lettere sta, non per pastore

Che menandosi il K .... si stia al rezzo. E però tratto noi l'aviamo fuore, Come da poco, e so che tal ribrezzo Ci recherà per fama eterno onore.

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