Grande allegrezza che n'hanno i cartocci,
Messer Vincenzio Guai,
Di queste fagiolate che tu fai.
Chi l'avria mai creduto,
Che Messer Tienti allora così presto
Avesse tanta poesia reciuto,
Avendo appena dell'acqua bevuto
Del fonte cavallino?
Or vadasi a riporsi il Ghibellino,
E Fallaì, col resto
De' poeti, che 'n sito si ritrovano;
Che dalla bava del mio Sere Agresto
Non altrimenti le sciocchezze piovano,
Che a un naso d'un vecchio il verno i mocci.
Felici carte da far de' cartocci!