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1493–1543

XXVI

Agnolo Firenzuola

Grande allegrezza che n'hanno i cartocci, Messer Vincenzio Guai, Di queste fagiolate che tu fai. Chi l'avria mai creduto,

Che Messer Tienti allora così presto Avesse tanta poesia reciuto, Avendo appena dell'acqua bevuto Del fonte cavallino?

Or vadasi a riporsi il Ghibellino, E Fallaì, col resto De' poeti, che 'n sito si ritrovano; Che dalla bava del mio Sere Agresto

Non altrimenti le sciocchezze piovano, Che a un naso d'un vecchio il verno i mocci. Felici carte da far de' cartocci!

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