Da le belle contrade, che di vecchie
Han titol, ove i miei più gioveni anni
Lieto passai tra gli amorosi affanni,
Come ne' colli iblei d'april le pecchie;
Donna di sì gran suon piene ha l'orecchie
Agli Afri, ai Scoti, a gl'Indi, a gli Alemanni,
Che s'uguale al pensier vestisser panni
Mie rime in lei ne spenderei parecchie.
Ma che bisogno ha Febo che i suoi rai
Al mondo mostri alcuno? Il grande Omero
Si sdegna se vil pica il porta in becco.
Dunqu'ella, ch'ogni onor vince d'assai,
Se stessa lodi, e de l'altro emispero
Odrà a gli accenti suoi risponder Ecco.