Timida gelosia, per qual cagione
Ingombri il petto del mio vil consorte,
Che per sua noia e per mia viva morte
Ei sia tuo servo sempre e tuo prigione?
Ah fuss'io di men retta openione!
Ma chiugga pria questi occhi acerba sorte,
Ch'a pensier torto apra le caste porte
Lo sdegno ch'entro al cor sovente pone.
Ben vorrei come l'altre ai tempi santi
Andare a venerare il grande Iddio,
Testimon del mio casto e puro core;
E dopo mille angosce e mille pianti,
Ch'a tua vana cagion pate il cor mio,
Qualch'onesto piacer prender talore.