Perché mi trai tu i calci, empio animale?
Perché rivolgi a me mordace i denti?
Qual follia nuova par che ti spaventi,
Che butti via la briglia e lo straccale?
Si tosto dunque, ahimè, posto hai in non cale
La bella sella e i nuovi fornimenti,
E orzo e vena, da tener contenti
I cavalli d'un grosso cardinale?
Ed egli: – A pena sei degno guardare
La sozza cigna, non che 'n su la sella
Montar, dov'io portai madonna al monte.
Totti da parte, vil; vuoiti agguagliare
A chi tra l'altre belle è la più bella? –
Ond'io pien di rossor chinai la fronte.