Skip to content
1493–1543

XVIII

Agnolo Firenzuola

Chi dice che quel povero muletto Di Gian di Laga si è morto di foia, E chi, che per andar scarco a Pistoia, Il mal del fianco lo cacciò nel letto.

I più che si morì di fame han detto, Che poi che si mangiò la mangiatoia, E una stia di polli e una stuoia. Che si gli risentì quel benedetto,

E fece gheppio; e inanzi che morisse, Come persona di gran discrezione, Ch'a Boscherin queste parole disse: – Quanto era me' che morisse il padrone! –

Ch'ad ogni modo, mentre ch'ei ci visse, Pochi san se fu pecora o castrone. Io son d'openione, Che sia morto per isbavigliare,

Come interviene a chi non ha che fare. Ecci da dubitare Quel che sia stato della rastelliera; Che quando io anda' al morto, ella non v'era.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XVIII · Agnolo Firenzuola · Poetry Cove