Chi dice che quel povero muletto
Di Gian di Laga si è morto di foia,
E chi, che per andar scarco a Pistoia,
Il mal del fianco lo cacciò nel letto.
I più che si morì di fame han detto,
Che poi che si mangiò la mangiatoia,
E una stia di polli e una stuoia.
Che si gli risentì quel benedetto,
E fece gheppio; e inanzi che morisse,
Come persona di gran discrezione,
Ch'a Boscherin queste parole disse:
– Quanto era me' che morisse il padrone! –
Ch'ad ogni modo, mentre ch'ei ci visse,
Pochi san se fu pecora o castrone.
Io son d'openione,
Che sia morto per isbavigliare,
Come interviene a chi non ha che fare.
Ecci da dubitare
Quel che sia stato della rastelliera;
Che quando io anda' al morto, ella non v'era.