La celeste clemenzia il sacro volto
Lieta così vi scuopre, il mio Gasparre,
Ch'io vi veggio oramai fuor de le sbarre
Del mal che vi ci avea già quasi tolto.
Ed io di quel che 'l cor mi tiene involto,
Mercé di quella rozza, che più 'l garre
Quanto più l'ama, quando fia ch'io narre
A' miei più car, ch'io sia libero e sciolto?
Vivete adunque voi contento e allegro,
Poi che più ch'erba, poi più ch'arte maga,
A guarir dienvi aiuto i buoni amici;
E lasciate me star pallido ed egro,
E secur che mal può saldarsi piaga,
La quale ognor ripungano inimici.