Voi pur la cena l'altr'ier trangugiasti
In casa della mia Mona Maria;
Ma se le usate quella scortesia
Di dirne mal, la non farà più pasti.
Ch'altro di mal vi fu, che tordi guasti,
E 'l capretto avanzato all'osteria,
Cieca una testa, ch'udir non potria,
Rifreddi e senza pepe gli antipasti?
Il vin veniva allotta dalla concia,
Da un ch'avea tolto gli stivali
Per imbottarlo, in cambio di bigoncia;
Il pan pareva carbon naturali,
E tanto duro, che gli arebbe sconcia
La bocca a muratori e vetturali.
Ma tra tante cotali,
Le radici ivan pei gran talli altere,
con popon guasti in cambio delle pere;
E coll'uova un po' nere,
Con che l'aveva in tocchetto il cervello
Fatto di quella testa dell'agnello.