Mona Maria, s'io ho enfiati i talloni,
In quello scambio io ho suzzo l'ingegno;
E s'io ho marcio il fegato e son pregno,
Io non l'ho come voi pien di polmoni;
E s'io non serro l'oro entro a' cassoni,
Quel po' ch'io ho lo spendo con disegno;
E più spesso in Bisenzio a bever vegno,
Che voi non fate al vostro Bachilloni.
E in luogo d'un bel paggio o d'un ragazzo,
Meno meco le Muse in compagnia,
Sempre ch'io voglio ir tal volta a solazzo.
Cercar quel che natura possa o sia,
Quest'è 'l vestir di rosso o pagonazzo,
Quest'è il mio imperio e la mia signoria;
E che la donna mia
M'ami, m'è caro più, perch'io sia saggio,
Che ricco e sano e d'un bel personaggio.
Voi avete un vantaggio,
Che voi andate tra' grossi con più pancia,
E siete un bel subietto al Re di Francia.