Per viva forza io torno
A la selva selvaggia,
Ancor che crudel fera in guardia l'aggia.
Vo' piuttosto soffrire
In questa selva, e 'n bocca a quella fiera
Temer di morte, che 'n più culta valle
Viver sicuro e mai sempre gioire:
Così mi sforza Amore.
E però voi, gentile amica schiera,
O sacre Driade, che le verdi spalle
D'esta selva selvaggia oggi abitate;
Deh se pietade ha in voi polso o valore,
Poi che pur morir deggio,
Udite quel ch'io chieggio:
Ch'almen sotto a le sue più fresche foglie
Giaccian l'umili spoglie
Di questo corpo lacero
Sepolte a piè d'un acero o d'un orno.