La onnipotente Essenzia, che prescrisse
Tra corti termin già 'l nostro intelletto,
E col cancello uman sì 'l chiuse stretto,
Ch'uscirne col desio non pur ardisse;
Del gran Verin veggendo intente e fisse
L'alte speculazion nel suo conspetto
Arrivar, e mostrarle a suo diletto
Ai nobil Toschi, disdegnosa disse:
– O Intelligenzie, a cui regger fu dato
L'ordin fatal giù del terrestre impero,
Chi fa che spirto uman tant'ardir tenga?
Però pria ch'ad altrui mostro 'l beato
Esser mio fia per lui che 'l vede intero,
Tolgalo morte al mondo, e 'n ciel sen venga.