Mentre che dentro a le nefande mura
Il nome regio invan s'usurpa e piglia,
La mal vissuta vecchia e l'empia figlia
Il mal d'altrui con maga arte procura.
Ben lavossi tre volte in acqua pura
Tullia le crude mani, e di vermiglia
Benda legò le truculenti ciglia,
E ripose sue membra in veste oscura;
Poi prese ad ambe man del sal, dicendo:
– Così si strugga ed arda in mezzo al petto
Il cor del Motta, – e ne diè parte al fuoco;
Il resto sparse in strada, soggiungendo:
– Così le fiamme sien del giovinetto,
Favola al vulgo, a noi rapina e giuoco.