Vinse Anniballe, e mal seppe usar poi,
Come disse Gisgon, la sua ventura;
Però scacciato da le patrie mura
Morì, più ch'ai Romani, in odio a' suoi.
Questo, o caro Annibal, non fia di voi,
Che con le streme doti di natura
Vincendo il mondo, tali han di voi cura
Grazie, che caro v'han gli Afri e gli Eoi.
E io 'l provo or che co 'l bel vostro e raro
Stil, che se ben son di modestia vinto,
Mi sète dolce pur, mi sète caro.
Con tal due amici cuor lega Amor cinto,
Che s'un più ch'altro il ciel fa bello e chiaro.
Il vincitor non più gloria ha che 'l vinto.