Nutre ugualmente quel che sparte l'ore
E 'l cedro e l'orno con la sua facella;
Quel d'oro e di smeraldi s'incappella,
Questo di rozzo manto veste ognore.
Porge ugualmente il suo dolce favore
Zefir scherzando e con quest'erba e quella:
E pur non sono a la stagion novella
I fior vestiti tutti d'un colore.
E però, s'altri al ciel meno alza l'ale
Del suo desio per celebrarmi in carte,
Non è colpa la mia, come alcun dice;
Potenza occulta è 'n lui, che 'l face tale.
Sia cedro l'orno, e vedrà ch'ugual parte
Dà de le grazie sue vera beatrice.