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1493–1543

LXXVIII

Agnolo Firenzuola

Nutre ugualmente quel che sparte l'ore E 'l cedro e l'orno con la sua facella; Quel d'oro e di smeraldi s'incappella, Questo di rozzo manto veste ognore.

Porge ugualmente il suo dolce favore Zefir scherzando e con quest'erba e quella: E pur non sono a la stagion novella I fior vestiti tutti d'un colore.

E però, s'altri al ciel meno alza l'ale Del suo desio per celebrarmi in carte, Non è colpa la mia, come alcun dice; Potenza occulta è 'n lui, che 'l face tale.

Sia cedro l'orno, e vedrà ch'ugual parte Dà de le grazie sue vera beatrice.

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LXXVIII · Agnolo Firenzuola · Poetry Cove