Già cominciava il sol le cime ai colli Ad indorar co' suoi primieri raggi, E da Titone era tornata l'Alba, Ch'uopo non avea 'l ciel più di sua gonna,
E lieti gli augei di fronde in fronde Salutavan cantando il nuovo giorno; Quando (o dolce principio, o lieto giorno!) Da Amor guidato un dì tra questi colli,
Tessendo un cerchio di fioretti e fronde, Per celar ostro e perle a' solar raggi, Viddi sedersi donna in trecce e 'n gonna, E far del Sol, come 'l Sol fa dell'Alba.
Eran le guance del color che l'Alba, Avanti veggia il Sol, suol far del giorno; E quel che nascondea la ricca gonna, Era come talora il verno i colli
Son quando e' neva; e crin pareano i raggi Del Sole, allor che crea fioretti e fronde. Era a veder costei tra quelle fronde, Il verno senza nebbia apparir l'Alba;
O dopo pioggia il Sol co' suoi bei raggi Renderne chiaro il ciel da mezzogiorno; O al tempo più bel Zeffiro ai colli Di fronte e fiori ordir novella gonna.
Né vestì vergin mai candida gonna, O coperse oro fin con fiori e fronde O fra due fiammeggianti aprichi colli Ascose il pregio di dond'esce l'Alba;
Ch'appo lei non sembrasse Cintia il giorno, S'avien ch'ardisca fuor trar i suoi raggi. Cotali, almo mio Sol, furo i tuoi raggi, Ch'al cor passar, né pur passar la gonna;
Cotali i frutti, ch'io raccolsi il giorno De' vostri fiori, o gloriose fronde; E fur sì dolci, ch'or ben vede l'Alba S'io torno volentier tra questi colli.
Fin che la gonna oscureranno i raggi Del Sole a l'Alba, a l'apparir del giorno, Mi fien car queste fronde e questi colli.
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