Skip to content
1493–1543

LXXII

Agnolo Firenzuola

O mia disgrazia, son però allentate Le corde, che tener dritta solevano Quella virtù, che fea che in me piovevano Gioie d'amor il dì mille fiate?

Non son così lontan da la cittate, U' regna una di due, che 'l vaso empievano Di vino a Giove, che come solevano Non dovessero star salde e tirate.

E pur nol fero, e voi 'l provaste, quando La mia picciola mente in quel bel cerchio Cercai drizzar, ch'Amor vi pose in grembo. Che farò, lasso, e chi n'andrò incolpando?

Il debil senso, o quel voler soverchio Che ne 'ngombrò del vel scoprendo un lembo?

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LXXII · Agnolo Firenzuola · Poetry Cove