Chi è, Pirra, quel leggiadro giovincello,
Per mille odor soave,
Che tutto l'uscio tuo t'empie di rose?
Per chi leghi or le chiome, o vaga e bella?
Quante volte la fede
Piangerà rotta, e mutati i favori,
(Non solito a mirarlo) e quante volte
Vedrà per aspri venti il mar turbato
Quel ch'or tutta ti gode.
Semplice quel che spera solo averti
A' suoi piacer mai sempre!
Poco conosce i muliebri ardori.
O miseri coloro
Che non provar di donna fede mai!
Il pericol ch'io corsi
Nel tempestoso mar, ne la procella
Del lor crudele amore,
Mostrar lo può la tavoletta posta,
E le vesti ancor molli
Sospese al tempio de l'orrendo dio
di questo mar crudele.