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1493–1543

LXX

Agnolo Firenzuola

Chi è, Pirra, quel leggiadro giovincello, Per mille odor soave, Che tutto l'uscio tuo t'empie di rose? Per chi leghi or le chiome, o vaga e bella?

Quante volte la fede Piangerà rotta, e mutati i favori, (Non solito a mirarlo) e quante volte Vedrà per aspri venti il mar turbato

Quel ch'or tutta ti gode. Semplice quel che spera solo averti A' suoi piacer mai sempre! Poco conosce i muliebri ardori.

O miseri coloro Che non provar di donna fede mai! Il pericol ch'io corsi Nel tempestoso mar, ne la procella

Del lor crudele amore, Mostrar lo può la tavoletta posta, E le vesti ancor molli Sospese al tempio de l'orrendo dio

di questo mar crudele.

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