Pensasti ben, pensando esser beato,
Pastor gentile, che certo sei pien d'ogni
Grazia, che 'l Ciel può dare, e' tuoi bisogni
Son tai, che viver puoi 'n felice stato.
Ma merzé non di men del nostro Prato,
Che non t'ha d'erbe pasciuto o di sogni:
Ma se il vero confessare agogni,
Per lui se' fatto san, non consumato.
E per ver dir, sempre mostrossi amica
La bella ninfa tua, e 'n molti doni
Guiderdonò la tua gentil fatica.
Non ti doler, ché non fur rei saponi,
Che ti lavaro il viso, né nimica
Colei, che 'ntrise i dolci maccheroni.