Mentre il tuo bello aprile
Verdeggia, o Filardeo, deh porgi fuore
Del giardin del tuo ingegno alcun bel fiore.
Senti la saggia, che t'avolse il velo
Al bello spirto, com'ognor t'invita,
Anzi t'insegna; e quella Verdespina,
Che venne in terra a dar saggio del cielo,
Tutta di fresche rose colorita,
Che ti dice: – O german, meco camina
Al bel Parnaso, inanzi che i molti anni
Pien di noie e d'affanni
Ne turin de la gloria il dolce calle;
O ti voltin le spalle
Le belle Driade, come cosa vile.
Vedi il miser Silvan, ch'or vecchio e povero,
Privo del lume di sua chiara stella,
Senza profitto alcun, ma con rimprovero
E di questa e di quella
Cruda Selvaggia e fella,
Anzi d'Amor rubella,
Stampa le scorze or d'un faggio or d'un rovero
Col rozzo suo mal impiegato stile.