Se ben voi così chiaro ingegno avete,
Martel, che in ogni colle e in ogni lido,
Or cantando d'Apollo or di Cupido,
Ei fa che sì chiar nome oggi tenete;
Non però sì superbo vi sedete
là dove io nacqui, e dov'è 'l vostro nido,
Che non cerchiate allegro alzarmi e fido
Al ciel per fama, o dov'altrove andrete.
Verrò ben vosco sì per queste rive
Semplice pastorel, ma per le arene
Vostre non già, che voi secur calcate.
Bastimi pur parlar de le mie pene
Col mio Bisenzio, e voi le fiamme vive
Lieto con Arno e i vostri onor cantiate.