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1493–1543

LV

Agnolo Firenzuola

Deh come da lontan scorgo il gran Giove Colmar d'invidia il Tebro, e 'l suo buon frate Da l'onde ibere a quelle d'Eufrate Spargere il suon de le sue glorie nuove.

Pur mille gentil spirti, da le nove Sorelle accesi, han sue rime infiammate Di quei desir, che ne l'antica etate Fecero (Atene il sa) sì belle prove.

Oggi il novello Prince, a' sacri Dei Offerendo se stesso, e al sacro fonte Rinascendo, e lavando i nostri errori; Veggio d'opime spoglie e gran trofei

Pingerli il seno, e da i piedi a la fronte Empierlo tutto coi romani onori.

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