S'io avessi qui in Prato le pretelle,
Che mi diè Febo al partir di Parnaso,
Per far de' versi cotal volta a caso,
Secondo che scorrevan le girelle;
Non sì tosto si fanno le frittelle
In mercato, là presso a San Tomaso,
Com'io vi darei spesso, pogniam caso,
Due canzonette, o cotai coserelle.
Ma io le lasciai pegno una mattina
A Roma all'osteria della Cometa,
Che mi diede un piattel di gelatina:
E mai non ebbi poi tanta moneta,
Ch'il potessi pagar; tant'è meschina
Fatta oggidì quest'arte del poeta.
Laonde io fo dieta
Le belle settimane, innanzi ch'io
Parli a Madonna Euterpe o Mona Clio.
Giovambattista mio,
Non aspettar sì spesso il mio torrente;
Ché chi fa tosto, a bell'agio si pente.