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1493–1543

I

Agnolo Firenzuola

S'io avessi qui in Prato le pretelle, Che mi diè Febo al partir di Parnaso, Per far de' versi cotal volta a caso, Secondo che scorrevan le girelle;

Non sì tosto si fanno le frittelle In mercato, là presso a San Tomaso, Com'io vi darei spesso, pogniam caso, Due canzonette, o cotai coserelle.

Ma io le lasciai pegno una mattina A Roma all'osteria della Cometa, Che mi diede un piattel di gelatina: E mai non ebbi poi tanta moneta,

Ch'il potessi pagar; tant'è meschina Fatta oggidì quest'arte del poeta. Laonde io fo dieta Le belle settimane, innanzi ch'io

Parli a Madonna Euterpe o Mona Clio. Giovambattista mio, Non aspettar sì spesso il mio torrente; Ché chi fa tosto, a bell'agio si pente.

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