Non è però quest'abito sì strano,
Né sì diverso dagli altri il colore,
Che se ne avesse a far tanto romore,
E mandar sottosopra il monte e 'l piano.
Io son, qual sète voi, buono italiano,
Tratto dal grido qua, ch'avete fuore,
Di fare ai forestier sì grande onore;
Ma voi avete questo nome invano.
Perché m'è stato detto che cercate
Sbandire a torto il K, e v'attenete
Più tosto al Q, pel dir delle brigate.
Io son dunque quel K, che voi sapete.
Cui a sì gran torto tante ingiurie fate,
Per aver voi del Q, più ch'altro, sete.
Chi io son dunque sapete:
Per darvi, pur ch'io possi, ogni sollazzo,
Son qui venuto, e chiamomi Ser K ....